Ieri 2 febbraio si è festeggiata la Candelora (benedizione delle candele) per ricordare la presentazione del Signore al Tempio come era prescritto dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi ed il rito di purificazione della Vergine Maria quaranta giorni dopo la nascita di Gesù.

In questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione .

Il giorno della Candelora, collocato a mezzo inverno nel tempo astronomico, coincide nel ciclo agreste/vegetativo con la fine dell’inverno e l’inizio della primavera rappresentando il passaggio tra l’inverno/buio/”morte” e la primavera/luce/risveglio e per questo veniva osservato per prevedere la fine dell’inverno.

Nella tradizione romagnola e non solo un detto molto noto recita:

Per la candelora o ch’u piov, o ch’u neva da l’invern sem fora,
ma s’un piov quaranta dé dl’invern avem ancora.

(Per la Candelora se piove o nevica dall’inverno siamo fuori
ma se non piove abbiamo ancora quaranta giorni di inverno)

Chissà se le nevicate ed il freddo intenso di questi giorni lasceranno il posto ad una precoce primavera !

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