25 aprile

 

 

La festività del 25 aprile ci rammenta che uomini e donne di tutte le età sono morti per assicurarci i diritti democratici di cui oggi possiamo beneficiare, così come un breve sunto della storia ci ricorda:

La liberazione dell’Italia iniziò il 10 luglio del 1943 quando gli Alleati sbarcarono in Sicilia al comando del generale George Patton.

Il 4 giugno del 1944, Roma veniva liberata. Le truppe tedesche si ritirarono, fisicamente provate dopo la lunga battaglia di Anzio, non sembravano neanche più quelle avevano infierito per nove mesi sulla città.

Il 19 aprile del 1945, comandati dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) i partigiani diedero il via all’insurrezione: scendendo dalle montagne, arrivarono ai centri urbani del Nord Italia, occupando fabbriche, prefetture e caserme ed usando le sedi dei quotidiani per poter stampare i giornali clandestini dei partiti che componevano il CLN.

Nel frattempo, le formazioni fasciste andavano allo sbando e le truppe tedesche battevano in ritirata, mentre i vertici si organizzavano per la resa agli Alleati.

Il generale tedesco Gunther Meinhold si arrenderà ufficialmente al CLN ligure il 25 aprile: questa data è stata presa quale simbolo per rievocare la liberazione di tutta l’Italia dal regime nazifascista e, definita come Festa della Liberazione, viene ricordata annualmente in tutte le città d’Italia.

Durante l’insurrezione, in molti casi avvennero drammatici combattimenti strada per strada: quel che rimaneva dell’esercito tedesco e gli ultimi irremovibili fascisti della Repubblica Sociale Italiana, sparavano nascosti negli edifici o in agguato sopra i tetti e i campanili, su partigiani e civili.

Ebbero luogo vere e proprie battaglie, anche se la loro resistenza si trasformò in una guerriglia disordinata.

La resistenza italiana ebbe ufficialmente termine il 29 aprile, con la resa incondizionata dell’esercito tedesco; i poteri civili e militari furono assunti dai partigiani.

Il 2 maggio il generale britannico Alexander ordinò il ritiro delle forze partigiane, con la consegna delle armi, di conseguenza vi fu il passaggio dei poteri al governo italiano; una parte delle forze partigiane fu reclutato nella polizia ausiliaria.

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