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 Il donare

(Da: «Il Profeta»)

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E un uomo ricco disse, "Parlaci del Donare."
Ed egli rispose:
Voi donate ben poco se ciò che date sono i vostri averi.
E’ quando date voi stessi che donate veramente.
Che altro sono i vostri averi se non beni materiali da conservare per quando potreste averne bisogno?
E domani, cosa porterà il domani al cane super previdente, che seppellisce l’osso sotto la sabbia che non lascia tracce, mentre segue i pellegrini verso la città santa?
E cos’è la paura del bisogno se non il bisogno stesso?
E il terrore della sete quando il vostro pozzo è pieno, non è forse una sete inestinguibile?

C’è chi dà molto poco del tanto che possiede – e lo fa perché il gesto non passi inosservato, e questo desiderio nascosto toglie valore al suo gesto.
E ci sono coloro che hanno poco e donano tutto. Sono quelli che credono alla Vita e alla sua bontà, e il loro scrigno non sarà mai vuoto.
Ci sono quelli che donano con gioia, e la gioia è il loro premio.
E c’è chi dona, ma gli pesa farlo, e il peso è il suo battesimo.
Ma poi c’è chi dona e non gli pesa farlo, senza cercarne gioia, e senza curarsi di farne una virtù.
Donano come il mirto, laggiù in valle, che diffonde ovunque il suo profumo.
E’ attraverso le mani di costoro che il Signore parla, e dietro i loro occhi Egli sorride alla terra.

È buona cosa donare se richiesto, ma è ancora meglio dare spontaneamente, per poterlo capire meglio.
E la ricerca di coloro che tendono le mani per ricevere, e dare a loro, è la gioia più grande dello stesso donare.
Cos’è che vorreste trattenere? Tutto quello che oggi avete, un giorno vi sarà dato; perciò sta a voi donare, perché sia parte del vostro tempo e non compito da lasciare ai vostri eredi.
Voi spesso sostenete: "Io darei volentieri, ma soltanto a chi lo merita."
Le piante del vostro giardino non dicono così, né il gregge del vostro pascolo. Danno per continuare a vivere, se non lo facessero morirebbero.
Di certo chi è degno di ricevere i suoi giorni e le sue notti è altrettanto degno di ricevere da voi. E chi ha meritato di attingere all’oceano della vita, merita tanto più di attingere al vostro ruscello.
E quale altro deserto più grande ci sarà di quello che risiede nel coraggio e nella fiducia, e nella carità, nel ricevere?

Chi siete voi, per pretendere che il vostro prossimo vi porga il petto e si spogli del suo orgoglio, perché voi possiate vedere il loro valore nudo e il loro orgoglio umiliato?
Accertatevi prima di tutto che voi meritiate di essere donatori, e poi rendetevi strumento del donare.
Perché in verità è la Vita che dona se stessa, mentre voi, che vi considerate donatori, siete in realtà solo testimoni.

E voi che riceverete – perché tutti ricevono – non gravatevi le spalle del peso della gratitudine, evitate piuttosto il giogo su di voi e su chi vi ha donato.
Piuttosto, sollevatevi con lui, e fate del suo dono le vostre ali.
E se colui che vi ha donato, vi rende il debito troppo pesante, chiedetevi se il dono ricevuto era veramente disinteressato, poiché anche lui è figlio della generosità della terra e del Dio padre.

 

(Kalihl Gibran)

 

peonyswag

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