LA MISTERIOSA COMETA DEI RE MAGI

 

 

 

COSA DICE IL VANGELO

S.Matteo racconta: (2.1-2.2) “Nato Gesù in Betleem di Giuda, al tempo di Re Erode, ecco dei Magi arrivarono dall’Oriente a Gerusalemme, e chiesero: “Dov’è il Re dei Giudei nato da poco? Perché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo”. E’ l’unico evangelista che riporta l’avvenimento. Parla di una stella, non di una cometa. Anche se va ricordato che a quel tempo la parola cometa non era in uso ed ancora nell’anno 1573 Tycho Brahe intitola il suo libro sulle comete “de nova stella”.

SARA’ STATA UNA COMETA?

La tradizione popolare vuole come guida dei Re Magi una cometa, oggetto celeste .che ha sempre attratto e sbigottito e talvolta atterrito i potenti e gli umili. Giotto è tra questi quando, nell’anno 1299, gli appare la cometa di Halley e, nel 1302, la dipinge con grande spirito di osservazione sopra la capanna nei suoi celebri affreschi della Cappella degli Scrovegni. E’ suggestivo immaginare una cometa, scelta tra un miliardo di diversi blocchi di ghiaccio, che – per decisione divina – diecimila anni prima della nascita di Gesù Cristo , (questo è infatti il tempo necessario per percorrere i novemila miliardi di chilometri di distanza dall’orbita della terra) si stacca dalla nube di Oort, precipita verso il centro del sistema solare – costretta dalla legge gravitazionale a viaggiare descrivendo una ellisse – acquista una velocità sempre più grande man mano che si avvicina al sole, supera le influenze gravitazionali dei grossi pianeti per arrivare puntuale ad assolvere il suo grande compito: guidare i tre Re Magi alla capanna di Betlemme. Se il vangelo va interpretato alla lettera, e se cioè consideriamo che effettivamente di una stella o di una cometa si tratti, il significato di tale testo alla fine equivale ad una bella storiella romantica e piacevole che tuttavia non riesce a trasmettere alcun messaggio profondo ed invita ad assumere nei suoi confronti un atteggiamento direi quasi pagano o, come oggi giorno si suole dire, secolare.

L’INTERPRETAZIONE AL DI LA’ DELLA PAROLA

Ma se al contrario vediamo nel testo evangelico una simbologia che riteniamo essere la vera chiave per comprendere il messaggio spirituale del vangelo, allora le porte si aprono su un mondo pieno di significati. Quasi ogni concetto può essere definito un simbolo e non una parola nel suo significato concreto. Esiste un patrimonio comune di simboli originari che diventano un utile strumento, sia per l’evangelista sia per noi, per capire il pensiero metaforico e metafisico. La parola rimanda a qualcosa che è al di là, rivelazione viva e immediata di ciò che non può essere indagato.

Chi non prende in considerazione il simbolismo evangelico, vedi ad esempio i “Testimoni di Geova”, non è in grado di comprendere che esso ha finalità che vanno oltre il significato stesso della parola

IL SIGNIFICATO PROFONDO DELLA PAROLA STELLA

Se vogliamo comprendere cosa volesse dire l’evangelista dobbiamo cercare il significato spirituale di allora della parola “stella”. La raffigurazione di una stella anche nella iconografia cristiana indicava un evento divino.

Della stella si considera soprattutto la qualità di “dare luce”. Ha un significato celeste, centro mistico. Non va dimenticato che nel vecchio testamento con il nome stella fu chiamato l’atteso Messia, il simbolo del Principio da cui tutto si diparte.

ANCHE I RE MAGI SONO SIMBOLICI?

I Re Magi sono i saggi, i cui doni al Cristo appena nato vogliono attestare il riconoscimento delle sue funzioni: regali con l’oro – simbolo della luce celeste e della perfezione – sacerdotale con l’incenso – simbolo del soprannaturale “odore della santità” – e profetica con la mirra – sostanza con cui fu unto il corpo di Cristo prima della sepoltura. I tre Re Magi attestano altresì l’omaggio a Gesù Cristo delle tre parti del mondo allora conosciute: l’Asia, simboleggiata da Melchiorre, l’uomo maturo, l’Africa, da Baldassarre, il giovane “moro” e l’Europa da Gasparre, il vecchio, nonché l’ammirazione del mondo pagano per Cristo, un presagio di salvezza..

VOLEVA ESSERE UNA CONFERMA ASTROLOGICA?

C’è chi, come il celebre filosofo, matematico ed astronomo Nicola Cusano (1401-1464) , sicuramente il più grande personaggio in assoluto che la Valle d’Ampezzo abbia mai ospitato e a cui sarebbe doveroso dedicare una via, considera la stella di Betlemme un omaggio alla astrologia, allora imperante, quest’ultima interpretazione sembra avvalorata dallo stesso evangelista che riporta nel capitolo 2.7 la domanda di Erode chiaramente astrologica: “chiamati in segreto i Magi volle sapere da loro minutamente da quanto tempo la stella era loro apparsa.”

IL SIGNIFICATO MISTICO DELLA STELLA COMETA

La stella dei Re Magi è raffigurata sotto forma di cometa, anche perché le comete spesso venivano viste come ruote infuocate, spade celesti, segni nel cielo, simboli della speranza, luce che proviene dall’alto e che non sempre siamo in grado di riconoscere. Simboli che tolgono di mezzo l’idea che nel vangelo si voglia parlare di una vera stella o di una vera cometa che guidava i Re Magi, ma bensì di una luce interiore che li portava a Colui che di tale luce è la fonte. Infatti l’evangelista dice: “abbiamo visto la sua stella” vale a dire: “abbiamo visto la sua luce, quella di Cristo”.

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